Confermato il 5x1000, ma i problemi restano
Definitivamente confermato il 5x1000 anche per l’anno 2011. Si è concluso così positivamente il lungo e tormentato iter di questo provvedimento, che si era aperto in tutt’altro modo nel dicembre dello scorso anno, quando la legge di stabilità aveva fissato l’importo in 100 milioni di euro, appena un quarto dell’importo dell’anno prima, scatenando una forte protesta da parte della vasta rete del non profit. Con un decreto di fine anno, il Governo aggiungeva 300 milioni, di cui 100 già presenti nella legge di stabilità con vincolo di destinazione ai malati di sclerosi, ristabilendo pertanto l’attesa cifra di 400 milioni. E’ questo il decreto approvato recentemente dal Parlamento, denominato milleproroghe per l’infinità di aggiustamenti non solo di tipo temporale effettuati in diversi altri settori e per questo non firmato in un primo momento dal presidente della Repubblica
La soddisfazione che si può leggere nei siti delle organizzazioni non profit fa velo tuttavia ad almeno un paio di problemi. Il primo deriva dalla estrema volatilità di questi fondi, che restano vincolati ai precari equilibri delle annuali finanziarie dello Stato. E’ rimasto infatti nel cassetto il ddl proposto nel 2010 dal gruppo interparlamentare per il non profit, per dare carattere strutturale al 5x1000 ed escludere soggetti impropri come i Comuni. La maggioranza di governo ha detto chiaramente in diverse circostanze che una legge di carattere strutturale non è pensabile e ha anche precisato che il finanziamento non riguarda la gestione ordinaria, ma è finalizzato a progetti per i quali sarà obbligo presentare apposito rendiconto.
Il secondo problema nasce dal taglio dei finanziamenti per le politiche sociali destinato a produrre conseguenze molto gravi. Ormai è chiaro che le politiche sociali avranno sempre meno il sostegno pubblico e saranno sempre più addossate alla capacità di servizio del Terzo settore, che dovrà farsene una ragione e trovare con le sue forze un migliore assetto organizzativo, economico e finanziario. Tornerà pertanto più che mai d’attualità l’esigenza di una riforma complessiva del non profit, che può contare sul lavoro di elaborazione dell’Agenzia delle Onlus e sui ddl già presentati in Parlamento.